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Geoturismo e geoitinerari: turismo esperienziale e turista digitale (1/5)

DiFederico Morelli

Nov 8, 2021

Nell’epoca del cosiddetto turismo globale, in cui non ci sono più luoghi nuovi da scoprire, la vera sfida per gli operatori turistici diventa quella di trovare nuovi modelli di fruizione territoriale, ossia fornire nuove chiavi di lettura del territorio. Il turista tende a preferire una vacanza molto specializzata e personalizzata, attraverso cui trovare pienamente valorizzata la dimensione individuale. Il turista odierno non chiede solamente beni e servizi turistici, ma anche prodotti compositi attraverso cui vivere esperienze personali e partecipative che, secondo due ricercatori di economia dell’università di Boston, Joseph Pine e James Gilmore, si riferiscono a quattro ambiti diversi: intrattenimento, educazione, esperienza estetica ed evasione. Si tratta di ambiti che assumono un significato particolare secondo il tipo di partecipazione personale (attiva o passiva) e secondo il coinvolgimento ambientale (assorbimento o immersione), per questo sono inseparabili se si punta al massimo coinvolgimento del turista.
L’ambito “intrattenimento” prevede una fase distensiva del viaggio, quello “educativo” include l’assorbimento di eventi e informazioni, come ad esempio, il contatto con elementi relativi all”heritage” culturale, quello dell’esperienza estetica vede invece il turista attratto dal paesaggio o dall’arte; infine, l’ambito “evasione” implica l’immersione dell’interessato e la partecipazione attiva sul territorio mediante passeggiate, trekking, scalate, e cose simili.

Secondo Erik Coen, professore di sociologia del turismo dell’università di Gerusalemme, sono profondamente mutati sia i turisti, sia i ruoli delle guide. La guida turistica è passata da essere “Pathfinding”, cioè individuatore di percorsi, a “Mentoring”, cioè tutor del turista. Il ruolo che prima doveva solo garantire la fornitura di servizi turistici, adesso deve facilitare le esperienze per cui è ormai acclarato che le guide non sono più “traduttori” di culture diverse, ma ne diventano interpreti, istruendo i turisti su dove guardare, che cosa cercare e quando farlo. In pratica le guide finiscono per costruire dei fondali, degli scenari attorno a quella che MacCannell chiama “Autenticità rappresentata”.

Anche le guide cartacee nel tempo sono cambiate. Oggi abbiamo due tipologie di guide: quelle cosiddette “Coffee table”, concepite per essere lette solitamente prima della partenza o nei momenti di tranquillità, che contengono molte e dettagliate informazioni sulla storia, la cultura, le condizioni del paese che si vuole visitare. E poi ci sono le cosiddette guide “On the road”, che contengono informazioni più pratiche su come “cavarsela” sul posto. Le due tipologie sono in qualche modo complementari e svolgono funzioni diverse: preparatoria la prima, logistica la seconda. In questo modo, il turista, attraverso un graduale processo, acquisisce la consapevolezza di essere un turista attivo e diviene protagonista unico, fino dal momento della scelta della propria vacanza. I nuovi sistemi di comunicazione, infatti, gli concedono di proporre, egli stesso, un “frame” nel quale più temi sono combinabili.

Le strategie di vendita della maggior parte dei prodotti turistici sono, ormai, improntate al raggiungimento della massima efficacia attraverso i nuovi sistemi di comunicazione. Lo stesso obiettivo hanno le strategie promozionali – tanto private quanto pubbliche – che, attraverso l’alfabetizzazione del territorio e il sistema NFC, consentono di acquisire le informazioni turistiche con l’uso di GPS e dello smartphone e di raggiungere i potenziali clienti sui dispositivi mobili.

Su tale tipo di innovazione si basa l’ideazione di “Smart villages” e di “Smart cities”, quali sistemi per reperire le notizie di carattere naturalistico e culturale relative ad aree specifiche. Esiste infatti il geocatching, forma di gioco più sofisticata rispetto al più generale fenomeno della gamification, che consiste in una vera e propria caccia al tesoro che aiuta a scoprire nuove forme di esperienze turistiche mettendo in comunicazione una “comunità” di partecipanti. Il sito “Play the city”, ad esempio, offre varie possibilità di gioco con visite guidate di tipo tradizionale, con la formazione di squadre per effettuare una caccia al tesoro in città, condivisibili sui social network. Nel gioco vengono riproposti gli stessi elementi e la stessa filosofia del turismo esperienziale. Infatti nel sito “Play the city” è indicato il senso di tale iniziativa attraverso alcuni punti, che sono:

• osservare il mondo da diversi punti di vista;
• superare le difficoltà con l’aiuto di chi ci sta vicino;
• suggerire che i centri storici delle nostre città non sono solo grigi, ma anche rosa, verdi, rossi e tutti i colori che vogliamo dargli;
• emozionare, divertire, raccontare, stimolare, sorprendere, giocare;
• proporre una diversa forma di protagonismo, rivolta a tutti, rispondendo così alla sempre più diffusa esigenza di non essere passivi davanti alle cose.

La georeferenziazione è l’elemento chiave anche nell’attività di geocatching, in quanto la caccia al tesoro è effettuata con il ricorso alle coordinate geografiche e può essere condotta in un ground urbano e non urbano. Alla luce, quindi, dell’ampia possibilità che il web offre di ritagliarsi un’esperienza su misura, emerge un profilo di turista che risponde alle caratteristiche, non tanto di semplice consumatore, quanto, piuttosto, di “produttore” del proprio viaggio, chiamato “prosumer”. In questo universo in cui è sempre più netto il desiderio di personalizzazione, si definisce, in maniera chiara, un particolare andamento del sistema di marketing: il “one-to-one marketing”, che garantisce la disponibilità di strumenti per costruire il proprio soggiorno in base alle esigenze personali. In definitiva, attraverso tali sistemi di comunicazione digitale, il turismo di nicchia e, in particolare, i geoitinerari hanno maggiori possibilità di affermazione, quali prodotti consoni principalmente al turista postmoderno, che ha la capacità e la volontà di raggiungere quella che gli esperti chiamano un’iperinformazione.

Fonti
Corna Pellegrini G. (2011), “Il viaggio come scoperta e conoscenza geografica”
Lemmi E. (2009), “Dallo spazio consumato” ai luoghi ritrovati, Milano, Franco Angeli
Lozato-GiotartJ.P. (2009), “Progettazione e gestione dei sistemi turistici”, Milano, Franco Angeli
E. Lemmi (2015), “Turismo e management dei territori”, Bologna, Patron Editore
Mancini S. “Miniere in Versilia”. Storia e Itinerari”, Pietrasanta, Petrartedizioni
Sorchiotti T. (2012), “La geolocalizzazione apre nuove prospettive al turismo”
E. Cohen, “The Tourist Guide”, “The Origins, Structure and Dynamics of a Role”
D. MacCannell, “Staged Authenticity, Arrangements of Social Spaces in Turist Settings”
http://gritti.provincia.venezia.it/turismo/geoitinerari.htm
https://www.capannori-terraditoscana.org/scopri/turismo-allaria-aperta/percorsi-trekking-pizzorne/

Seconda parte.

© Foto di Cristina Maioglio