Salotti d’autore e Salotti di Dante ospitano sabato 14 agosto alle ore 21 Marzia Dati che presenta il suo libro John Reed. Il poeta ritrovato (Capire Edizioni); l’incontro sarà introdotto dal presidente della commissione cultura del comune di Carrara Cesare Bassani.
Lunedì 16 agosto, sempre alle ore 21, è la volta di Renato De Rosa con il suo Figli d’arte (Photo Travel Edition): la presentazione è affidata a Carmine Mezzacappa, con le voci narranti di Giusy Bugliani, Matteo Bigini e Leandro Brilla della compagnia teatrale Metasogni, i quali leggeranno dei brani del libro alternandosi con l’autore.
L’incontro in programma venerdì 13 agosto è stato annullato.
Gli appuntamenti si svolgono nel giardino di Palazzo Binelli, in via Verdi 7 a Carrara, grazie all’ospitalità della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.
L’ingresso è libero, con prenotazione obbligatoria telefonando al numero +39 335 83 43 272, da lunedì a domenica, dalle ore 18 alle 20.30.
Come previsto dal decreto approvato dal governo, per fronteggiare l’emergenza Covid-19, è necessario esibire all’ingresso il green pass che certifichi l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dalla malattia o l’esito negativo di un tampone effettuato entro le precedenti 48 ore.
La rassegna è organizzata dall’assessorato alla cultura del comune di Carrara, con la collaborazione della biblioteca civica e delle librerie Bajni, Mondadori Bookstore, Nuova Avventura e La Bottega di Aronte.
John Reed conosciuto in tutto il mondo per il reportage sulla rivoluzione russa “Dieci giorni che sconvolsero il mondo”, fu anche un poeta. Le trenta liriche selezionate da Marzia Dati e tradotte per la prima volta in lingua italiana mostrano un volto nuovo di John Reed e testimoniano come egli fosse profondamente radicato nella tradizione letteraria nordamericana. Compagno di studi a Harvard di T. S Eliot, Reed ci accompagna in un viaggio poetico che parte dall’Oregon per poi approdare a New York. Il saggio introduttivo “Il mio paese, la mia America” a cura di Marzia Dati svela il mondo interiore di una tra le figure più interessanti del ‘900.
Marzia Dati, laureata con lode in lingue e letterature inglese e russa alla facoltà di lingue straniere dell’università di Pisa, ha affinato le sue competenze linguistiche e letterarie in Inghilterra, Stati Uniti e Russia. Da anni svolge attività di promozione culturale della città di Carrara nei paesi di lingua inglese e russa. Nel 2004 è stata insignita del premio “Woman of the Year” dall’American biographical institute del North Carolina; nel 2104 è stata premiata dal comune di Carrara nell’ambito di “Carrara celebra le sue donne” come donna impegnata nell’associazionismo. Ha al suo attivo saggi e traduzioni su artisti russi e su Dickens, collabora con diverse riviste letterarie nazionali. Socia della Bronte Society e della John Ruskin Society, ha fondato nel 2013 la filiale italiana della Dickens Fellowship con sede a Carrara. Insieme al direttivo della filiale carrarese ha organizzato il convegno mondiale dei Dickensiani, “Dickens, Art and Landscape” che si è tenuto a Carrara e che ha ricevuto la medaglia dalla presidenza della Repubblica per l’alto valore accademico e culturale. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con lode in letteratura nordamericana al dipartimento di scienze linguistiche e letterature straniere dell’università di Pisa. È socia dell’associazione italiana di Studi nordamericani e del Centro studi americani di Roma.
Nel libro Figli d’arte Renato De Rosa racconta l’arte perduta del teatro itinerante nelle vicende degli undici fratelli De Rosa. Le vicende narrate sono autentiche, frutto di un lavoro di ricerca, durato oltre sei anni, che ha riportato alla luce i successi, le tribolazioni e i drammi degli 11 fratelli De Rosa, figli di un nobile diseredato e di un’attrice di una famosa dinastia teatrale. Nati intorno alla fine dell’’800, costituirono una serie di compagnie teatrali molto apprezzate dal pubblico, ma invise ai potenti. Si schierarono sempre dalla parte dei più deboli e si batterono per la libertà di parola e di espressione. La loro dirittura morale, che loro chiamavano semplicemente “dignità”, impedì loro di raggiungere i grandi palcoscenici: si trovarono così confinati nel limbo delle compagnie secondarie, che recitavano nelle città di provincia. Le loro vicende si snodano dall’inizio del secolo scorso, attraversando la grande guerra, il biennio rosso, la dittatura fascista e la seconda guerra mondiale, concludendosi negli anni ’50, agli albori della ripresa e del boom economico. I Fratelli De Rosa incrociarono una serie di personaggi della politica, della cultura e del costume che fecero la storia del nostro paese: da Mussolini a Matteotti, da Italo Balbo a Gabriele d’Annunzio, da Giovanni Guareschi a Gian Maria Volontè, che fece con loro i suoi esordi teatrali. Il libro, che è corredato da fotografie e materiale documentale, ricostruisce attraverso le peripezie dei Fratelli De Rosa, il mondo del teatro itinerante, arte oggi dimenticata, ma che per secoli è stato l’unico reale strumento di diffusione della cultura tra la gente.
Renato De Rosa vive e lavora a Carrara, dove dirige una società specializzata nella consulenza d’impresa. Ha ideato e insegna Free Mind, una tecnica per sviluppare l’attitudine a pensare con la propria testa. È creatore di giochi da tavolo, categoria nazionale di scacchi e di bridge ed è iscritto al Mensa, l’associazione mondiale delle persone ad elevato Q.I. Scrittore e autore umoristico, ha collaborato con i laboratori di Zelig. Ha scritto “Il più grande calciatore del mondo”, “La variante del pollo”, “La variante del pollo international”, “Osvaldo” e “L’algoritmo di Dio”.
