Donare il pane avanzato a fine giornata non era una novità per la panificio fratelli Drago di Forte dei Marmi, con generazioni di fornai alle spalle che ha la sua sede principale a Massa. Il gesto di grande solidarietà è diventato ancora più efficace grazie alla collaborazione con l’associazione Insieme di Daniele Tarantino e grazie alla volontà di onorare la memoria di Giovanni Drago, scomparso nell’ottobre del 2020 a soli 54 anni.
“Fino a poco tempo fa portavamo il pane al santuario dei Quercioli affinché fosse donato alle famiglie in difficoltà – ha spiegato Stefania Pucci, operatrice del panificio di Forte dei Marmi -. Un gesto quotidiano che facevamo da sempre, anche con il nostro congiunto Giovanni, purtroppo venuto a mancare lo scorso mese di ottobre. Ci siamo resi conto che al santuario i volontari incontravano troppe difficoltà nella distribuzione del pane, anche perché non potevamo portarlo prima delle 14, orario di chiusura del panificio. Ci dispiaceva buttarlo, ricordando poi la generosità di Giovanni e quanto teneva a questo progetto. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare un giovane volenteroso, Daniele Tarantino, il quale, grazie alla sua associazione Insieme, ci consente di arrivare direttamente alle famiglie. E sono tante le famiglie che l’associazione conforta con pacchi alimentari e distribuzione quotidiana del pane. Avevo in mente di creare io stessa un’associazione e chiamarla “Pane quotidiano Giovanni Drago” e poi ho conosciuto Tarantino. A noi dispiace buttare anche quello raffermo e grazie alla rete creata dall’associazione, riusciamo a consegnarlo ad alcuni contadini che allevano animali. In questo modo otteniamo qualcosa in cambio per arricchire i pacchi alimentari con uova, frutta e verdure di campo. Questa si chiama rete di solidarietà e dobbiamo prenderne atto”. Un altro progetto utile alla collettività sostenuto dall’associazione Insieme.
“La realtà di Massa non è delle migliori – ha concluso Stefania Pucci -. Ci sono famiglie che devono scegliere se comprare il pane o il latte e che vivono nell’ombra, per dignità. Con l’associazione Insieme e Ardelia Pucci, madre di Giovanni, vorremmo ampliare la rete di solidarietà che si è creata, perché sappiamo che c’è bisogno”.
